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La Banda Larga nei Comuni

4.600 comuni a banda larga, ma per gli altri non c’è ancora la copertura ADSL.

Si rileva un costante incremento dei collegamenti a banda larga negli ultimi 3 anni, infatti quasi 1.600 comuni sono migrati da una connessioni a bassa velocità ad una broadband, raggiungendo quota 4.600 a metà 2006.

Negli ultimi 12 mesi il numero di comuni narrowband che dichiarano di non prevedere di adottare collegamenti a banda larga nell’anno successivo si è stabilizzato e si attesta intorno all’86%. Questo nonostante il fatto che oltre il 45% dei comuni narrowband riconosca come prioritari gli investimenti per l’allargamento della banda disponibile.

Lo sviluppo della banda larga nei comuni
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)

Figura 46 – Lo sviluppo della banda larga nei comuni

L’apparente contraddizione si spiega osservando che la causa primaria della mancata adozione di collegamenti a maggiore velocità risiede (82% dei comuni narrowband) nell’assenza di copertura, ossia in una causa strutturale non dipendente dalla volontà del comune. In tali casi, l’unica possibilità per ottenere in tempi rapidi collegamenti veloci è molto spesso la tecnologia di accesso satellitare.


Permane il ritardo dei piccoli comuni nell’adozione delle tecnologie innovative.

Di fatto, la quasi totalità dei comuni italiani dispone di un collegamento Internet e di dotazioni tecnologiche di base quali PC, reti locali e strumenti essenziali per la sicurezza (antivirus). Si registra, invece, un certo ritardo nell’adozione di tecnologie più avanzate (solo il 31% una Intranet) e il 40% degli addetti non dispone ancora di e-mail.

Dotazione tecnologica dei comuni
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)

Figura 47 - Dotazione tecnologica dei comuni

Emerge, inoltre, una rilevante disomogeneità territoriale rispetto alla penetrazione delle dotazioni tecnologiche. Anche considerando le sole dotazioni di base, infatti, risulta evidente lo svantaggio dei piccoli comuni. Tale dato deve necessariamente essere letto in chiave critica, se si considera che i comuni con meno di 2.000 abitanti sono oltre 3.600 e rappresentano quindi poco meno della metà del totale.

La maggior parte dei comuni ha informatizzato le funzioni di base, ma le applicazioni avanzate sono utilizzate solo in quelli di maggior dimensione.

Alcune aree applicative registrano percentuali di adozione elevate, indipendenti dalla localizzazione geografica o dalla dimensione del comune. Si tratta, in particolare, delle applicazioni di base del protocollo informatico (79%) e dell’anagrafe informatizzata (86%), il cui utilizzo è spinto anche dalla normativa in vigore e dall’attuazione di progetti regionali o nazionali.

Dinamiche differenti si rilevano per quanto riguarda l’adozione di servizi più innovativi, quali la Posta Elettronica Certificata, l’impiego della firma digitale e l’evoluzione del protocollo informatico dal nucleo minimo verso la gestione e il workflow documentale. Queste applicazioni (in particolare, la Posta Elettronica Certificata) hanno conosciuto un forte incremento nel corso degli ultimi mesi, anche sulla spinta dell’introduzione del Codice dell’Amministrazione Digitale. Un discorso a parte è rappresentato dalla Carta d’Identità Elettronica, la cui diffusione è favorita da politiche nazionali che individuano i Comuni in cui sperimentarne l’introduzione.

Servizi telematici utilizzati
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)

Figura 48 – Servizi telematici utilizzati

Per le applicazioni più innovative, la percentuale di adozione è correlata alla dimensione del comune. I piccoli comuni, infatti, appaiono più in ritardo e meno propensi al cambiamento, disponendo di minori risorse tecnologiche, finanziare e umane. Il ritardo accumulato dai piccoli comuni spiega, inoltre, l’utilizzo meno intensivo dei servizi innovativi registrato nelle regioni del Nord-Ovest e del Mezzogiorno. In tali aree, infatti, si registra un’elevata incidenza dei Comuni di minori, spesso localizzati in aree montane e, quindi, ulteriormente penalizzati sotto il profilo delle risorse economiche e della familiarità con l’innovazione tecnologica.

L’offerta di servizi on-line ai cittadini è ancora limitata a funzionalità base.

A marzo 2006 oltre il 60% dei comuni disponeva di un proprio sito e risultava relativamente diffusa l’offerta dei servizi on-line caratterizzati da un livello base di interattività, ossia di quelli che consentono al cittadino di ottenere informazioni di vario genere o di scaricare modulistica (necessaria ad esempio per produrre autocertificazioni o compilare richieste, iscrizioni, ecc.). Molto inferiore risulta invece la presenza dei servizi più complessi, con livelli di interattività superiori, servizi attraverso cui il cittadino può avviare on-line un procedimento, controllarne l’avanzamento e, ancora più raramente, concluderlo interamente da remoto. Un significativo incremento nell’offerta di tali funzionalità è atteso tra la fine del 2006 e la prima metà del 2007, per effetto dell’entrata a regime dei progetti della prima fase del piano di eGovernment.

I servizi offerti on-line
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)

Figura 49 – I servizi offerti on-line

Resta, tuttavia, ancora da realizzare il pieno coinvolgimento dei comuni più piccoli, in netto ritardo rispetto a quelli più grandi. I piccoli comuni, infatti, non soltanto scontano la minore dotazione tecnologica di partenza, ma soprattutto l’assenza di economie di scala nella gestione del servizio (più facile da raggiungere per i comuni maggiori, mentre lo è meno per i comuni minori che non si aggregano in centri servizi). Un contributo alla risoluzione di questo problema potrà venire da un’accorta pianificazione della fase 2 dell’eGovernment nazionale, attraverso cui si potrà favorire l’aggregazione ottimale dei piccoli comuni in centri servizi. In questo contesto, l’ulteriore estensione della banda larga e lo sviluppo delle prestazioni offre un’importante opportunità per agevolare il processo di aggregazione delle risorse tecnologiche.

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