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Digital Divide
Prospettive per la Banda Larga
L’importanza della banda larga come fattore di sviluppo economico e coesione sociale richiede l’eliminazione del digital divide in un’ottica “future proof”.
I livelli di copertura dei servizi ADSL (88% della popolazione, a settembre 2006) avvicinano progressivamente la soglia del digital divide infrastrutturale di lungo periodo (attorno 9%), vale a dire il livello di copertura al di là del quale le logiche di mercato non giustificano nuovi investimenti infrastrutturali da parte degli operatori di telecomunicazione.
Le aree in digital divide coincidono spesso con le zone più disagiate del Paese, caratterizzate da bassa densità di popolazione e ridotte potenzialità economiche, che rendono difficile un’adeguata remunerazione degli investimenti privati. Di conseguenza, al fine di garantire la massima disponibilità dei servizi a banda larga sul territorio, diventa fondamentale un’azione concertata tra tutti i soggetti interessati (pubblici e privati) nel quadro di nuove e innovative modalità di partnership pubblico private.
Non bisogna, inoltre, trascurare il rischio che, con l’evoluzione dei servizi in rete (e il loro crescente fabbisogno di banda), si vengano a creare nuove forme di divario infrastrutturale, tra le aree dove l’evoluzione tecnologica della rete consente di abilitare tutti i servizi e quelle dove tali servizi possono essere erogati solo parzialmente.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 13: Verso nuove forme di digital divide
In un contesto di crescente sensibilità al problema del digital divide emergono, quindi, tre snodi chiave, che richiederanno una forte concertazione tra i diversi attori interessati all’annullamento del digital divide infrastrutturale:
- Innanzitutto, l’utilizzo di risorse pubbliche impone un’attenta valutazione dei possibili modelli di intervento e, in particolare, del ruolo che può svolgere il settore pubblico sia sul mercato all’ingrosso (infrastrutture passive e o attive) sia su quello al dettaglio (per la clientela residenziale, affari e istituzionale);
- Inoltre, lo sviluppo di nuove tecnologie wireless consente di ipotizzare diverse soluzioni per risolvere il problema, ma occorre prestare la massima attenzione agli effettivi livelli prestazionali garantiti da tali tecnologie e alle differenti condizioni abilitanti (non ultima la presenza di un quadro regolamentare coerente in materia di frequenze e autorizzazioni);
- Infine, e forse più importante, l’obiettivo di annullamento del digital divide infrastrutturale richiede di introdurre una dimensione dinamica e strettamente legata all’accessibilità ad una gamma sempre più ampia di servizi multimediali e interattivi. In altri termini, lo sviluppo delle infrastrutture abilitanti deve essere “future proof”, ossia deve tener conto della prevedibile evoluzione dei servizi e non limitarsi alla semplice connettività Internet.
Eliminare il digital divide. Quale ruolo per le tecnologie wireless?
Negli ultimi anni, le tecnologie wireless sono state oggetto di particolare attenzione, soprattutto per i bassi investimenti e i ridotti tempi di installazione delle reti. A tale interesse ha fatto seguito un’intensa attività progettuale, sia pubblica, sia privata, volta alla realizzazione di reti di accesso basate su tali tecnologie, specialmente per rispondere all’esigenza di collegare a banda larga le aree non ancora servite dai servizi xDSL. Tali reti sono, nella maggior parte dei casi, ancora in fase di realizzazione o sperimentazione e, quindi, non si può ancora valutare l’effettiva capacità operativa e gestionale garantita da tali infrastrutture in condizioni di utilizzo “normali” (ossia, con un numero ampio di utenti potenzialmente connessi e su un arco temporale significativo).

Fonte: Siemens AG (2005)
Figura 14: Tecnologie wireless e servizi abilitati
Vale la pena, comunque, di enfatizzare come le soluzioni wired offrano garanzie di prestazioni ed affidabilità che, allo stato attuale della tecnologia, risultano ancora superiori a quelle offerte dalle soluzioni wireless. In quanto a prestazioni, infatti, la disponibilità di banda nelle reti wireless è più limitata e, quindi, l’effettiva capacità operativa di tali infrastrutture diminuisce sensibilmente all’aumentare del numero di utenti connessi. In quanto ad affidabilità, la comunicazione radio è soggetta a più interferenze e disturbi di quella wired e, quindi, le prestazioni diminuiscono sensibilmente al peggiorare delle condizioni ambientali. Inoltre, nel caso di tecnologie che operano su bande pubbliche, la disponibilità e le prestazioni possono degradarsi rapidamente per il sopravvenire di eventi al di fuori del controllo del gestore di rete, come ad esempio per interferenze causate da altri apparati operanti sulle stesse frequenze.
In relazione ai costi di implementazione, invece, bisogna evidenziare che nella valutazione dei costi operativi delle reti wireless è opportuno includere non solo i costi relativi all’implementazione della rete, ma anche quelli relativi alla loro gestione operativa, alla realizzazione e gestione delle funzionalità di autorizzazione e autenticazione degli utenti, alle attività amministrative e di fatturazione, di assistenza clienti, di controllo della qualità, ecc. Tali componenti di costo, possono giungere a rappresentare anche una parte preponderante dei costi complessivi e risultare determinanti nella scelta della soluzione tecnologica più adatta.
L’investimento, quindi, è certamente uno dei parametri più significativi nel confronto tra soluzioni tecniche omogenee. In presenza di soluzioni tecnologiche molto differenti, come nel caso delle infrastrutture wired e wireless, assumono tuttavia rilievo il periodo di vita utile degli apparati, l’incidenza dei costi di gestione e le differenze nei livelli di servizio erogabili La considerazione di tali parametri, soprattutto se effettuata in un’ottica di medio-lungo periodo, può modificare le condizioni di sostenibilità economica degli investimenti, rendendo preferibili quelle soluzioni che, pur comportando gli investimenti più elevati, minimizzano comunque i costi complessivi nell’orizzonte temporale rilevante.
Considerando l’attuale stadio di maturità delle tecnologie attualmente commercializzate (Wi-Fi ed HIPERLAN), le tecnologie wireless possono rivestire un ruolo distinto e potenzialmente complementare rispetto a quello svolto dalle soluzioni wired. Per i ridotti costi di implementazione, le tecnologie disponibili commercialmente trovano oggi il loro impiego ideale quando si tratta di fornire copertura ad aree circoscritte (ad es. una piazza o un locale) ed offrire servizi ad un numero limitato di utenti nomadici. I limiti prestazionali e di affidabilità rendono, inoltre, conveniente il ricorso a soluzioni wireless nei casi in cui non esista alcun modo economicamente sostenibile per realizzare il servizio con infrastrutture wired (ad esempio, dove il numero di utenti potenziali è talmente ridotto da non giustificare, neanche nel lungo periodo, l’investimento in infrastrutture wired).
Il quadro tecnologico di riferimento potrebbe mutare con l’introduzione sul mercato delle soluzioni basate su tecnologia WiMAX. Questa tecnologia infatti è, in linea di principio, in grado di fornire accessi a larga banda ad un numero elevato di utenti. Tuttavia, il WiMAX è una tecnologia relativamente nuova ed attualmente l’utilizzo è limitato a terminazioni fisse, anche se è prevista, per la fine del 2006, la comparsa dei primi apparati in grado di supportare la variante mobile. La sperimentazione, condotta in Italia dalla Fondazione Ugo Bordoni tra il 2005 ed il 2006, ha messo in luce che il comportamento della tecnologia in condizioni di OLOS e NLOS alle frequenze definite (3.5 GHz) è accettabile solo su distanze relativamente brevi (alcuni km in OLOS e alcune centinaia di metri in NLOS).
La regolamentazione europea è orientata verso l’assegnazione ai sistemi WiMAX fissi delle frequenze licenziate a 3,5 GHz. In Italia, tali frequenze sono al momento utilizzate dal Ministero della Difesa. Tenendo presente che è attualmente allo studio un’ulteriore fase di sperimentazione, si può ragionevolmente supporre che i tempi di assegnazione delle frequenze per l’utilizzo pubblico siano ancora relativamente lunghi (appare improbabile il lancio commerciale prima dell’inizio del 2008).
Considerando i tempi, i costi di implementazione e le probabili modalità di allocazione delle frequenze (concessione a titolo oneroso), così come le difficoltà emerse durante le sperimentazioni in condizioni di non perfetta visibilità, si può immaginare che, almeno fino al raggiungimento di una maggiore maturità tecnologica, l’impiego di WiMAX possa meglio rispondere all’esigenza di connettere selettivamente le sedi periferiche della clientela “business”, piuttosto che di coprire estensivamente le aree rurali per offrire servizi agli utenti residenziali.
Per quanto riguarda la variante mobile, anche se non sono state ancora definite delle frequenze operative, c’e’ consenso sul fatto che la tecnologia richieda l’utilizzo di bande con minore frequenza (2,5 GHz), attualmente non disponibili. L’utilizzo diffuso di tale tecnologia, quindi, richiederà l’intervento di enti regolatori che definiscano le norme di convivenza con i sistemi già autorizzati su frequenze vicine. Data la necessità di assegnazione delle frequenze e la limitata disponibilità di queste ultime, è prevedibile che tali tecnologie saranno utilizzate da operatori autorizzati.
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