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La dotazione e l’uso dell’ICT nelle imprese italiane
È oramai universalmente riconosciuto che il livello di informatizzazione e, più in generale, della dotazione ICT ha un impatto significativo sulle performance aziendali, in particolare in termini di efficienza organizzativa e produttività.
Appare evidente quindi come un’accelerazione del processo di diffusione dell’ICT, anche presso le imprese minori (che rappresentano la spina dosale del sistema produttivo italiano), possa effettivamente generare un effetto moltiplicativo sull’intero sistema produttivo, aumentandone significativamente le performance e la competitività internazionale.
Molto diffuse le dotazioni ICT di base, mentre resta ancora basso l'utilizzo di applicativi o di forme di integrazione in rete più avanzate.
Negli ultimi anni, il principale fattore di cambiamento per le imprese italiane, specie quelle minori, non è stato rappresentato tanto dall’informatizzazione, quanto dall’adozione delle tecnologie legate al protocollo IP (dall’accesso a Internet alla realizzazione di reti Intranet, fino alla creazione di sistemi interdipendenti nell’ambito di reti Extranet).

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 35: Le dotazioni ICT
PC e Internet vengono ormai utilizzati dalla quasi totalità (>90%) delle imprese. Inoltre, oltre il 60% delle aziende dispongono di reti locali, siti, banda larga e cellulari aziendali. L'utilizzo di applicativi o di forme di integrazione in rete più avanzate, invece, riguarda ancora meno di un terzo delle imprese. Rispetto al 2005, il sito web (+5 punti percentuali), il cellulare aziendale (+4 punti percentuali) e le reti LAN (+4 punti percentuali) hanno mostrato gli incrementi più significativi. Nell’ultimo triennio, invece, la banda larga (+ 31 punti percentuali) ed il sito (+ 24 punti percentuali) hanno mostrato i tassi di crescita più elevati, confermando l’avvenuto ingresso nell’economia in rete della parte più innovativa e dinamica del sistema produttivo italiano. Tuttavia, il trend generale conferma un rallentamento nell’adozione delle dotazione di base ICT, sintomo dell’avvicinamento ai valori soglia del processo di diffusione.
Negli ultimi anni, le dotazioni che fanno riferimento all’ambito della sicurezza informatica hanno mostrato tassi di crescita estremamente elevati. I sistemi antivirus sono utilizzati ormai dalla totalità delle imprese informatizzate (>90%). Inoltre, più dei tre quarti delle aziende aggiornano regolarmente i sistemi di sicurezza, mentre oltre il 50% effettua il back-up, almeno parziale, dei dati aziendali e protegge il proprio sistema informatico con sistemi firewall. Infine, poco più di un quarto delle imprese ha riscontrato problemi di sicurezza (virus, frodi, furto dati, ecc.), non intercettati dai sistemi di sicurezza presenti nelle aziende.
Mentre appare oramai evidente come l’informatizzazione di base abbia raggiunto la quasi totalità delle aziende, le imprese più piccole manifestano ancora una certa difficoltà nell’integrazione dei processi, con tassi di penetrazione delle soluzioni ICT più innovative che tendono a rimanere piuttosto bassi (in particolare, per quanto riguarda i software gestionali evoluti).
Dal punto di vista settoriale, invece, la dotazione ICT rimane decisamente più arretrata per le imprese del settore del commercio al dettaglio e, soprattutto, dei servizi più tradizionali (alberghi e ristoranti).
L’analisi territoriale evidenzia che i livelli più elevati delle dotazioni ICT si riscontrano nelle regioni del Nord, dove si concentrano le imprese più dinamiche. Mentre le regioni pel Centro Italia presentano solo lievi differenze rispetto a quelle del Nord, rimane invece significativo il divario tecnologico che caratterizza ancora le imprese del Mezzogiorno.
Si sviluppa l’utilizzo della rete per le funzionalità di base, ma le applicazioni complesse presentano una diffusione ancora marginale.
Sebbene i tassi di adozione di Internet tendano a risultare piuttosto elevati, il vero elemento di criticità risiede nelle modalità più avanzate di utilizzo delle tecnologie IP o, meglio, nell’estensione delle nuove tecnologie di rete all’insieme dei processi aziendali interni ed esterni. D’altra parte, l’ingresso nell’economia in rete da parte del sistema produttivo nazionale richiede necessariamente un salto culturale, che porti ad introdurre le tecnologie di rete nell’insieme dei flussi informativi, comunicativi e transattivi delle imprese.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 36: L’utilizzo dei servizi on-line
L’utilizzo delle funzionalità on-line si concentra principalmente nell’interazione con la Pubblica Amministrazione e con il settore finanziario. Entrambe superano la soglia del 50%, ma nel caso dell’interazione con la PA il rapporto si limita spesso alla raccolta di informazioni e modulistica. Su livelli di diffusione decisamente inferiori si colloca l’utilizzo di servizi on-line nei processi di interazione con i fornitori (eProcurement) e l’accesso remoto dei dipendenti ai sistemi informativi aziendali, entrambi utilizzati da meno di un quarto delle imprese. In particolare, la diffidenza che ancora ostacola il processo di “virtualizzazione” dei rapporti con i fornitori è confermata dal fatto che, per i tre quarti delle imprese che fanno acquisti on-line, il peso degli acquisti in rete non supera il 5% del totale degli acquisti di beni e servizi. Inoltre, solo la metà delle imprese che utilizzano l’eProcurement svolge on-line l’intera procedura, effettuando in rete anche il pagamento.
Le differenze tra le classi dimensionali sono rilevanti per l'insieme delle applicazioni prese in esame, a parziale eccezione delle più semplici forme di interazione con la PA. Micro (3-9 addetti) e piccole (10-49 addetti) imprese presentano un profilo analogo, mentre al di sopra di tale soglia l'adozione delle diverse applicazioni cresce in modo sostanzialmente lineare con la dimensione.
Dall’analisi settoriale, invece, emerge come il settore chimico/farmaceutico sembri essere quello maggiormente capace di interagire in rete e trarre, quindi, i maggiori benefici dall’utilizzo dei servizi on-line. Le imprese del settore chimico/farmaceutico, infatti, mostrano i tassi di diffusione più elevati nell’utilizzo dei servizi di eBanking, di videocomunicazione e di interazione con la Pubblica Amministrazione (in particolare, per le attività più complesse come il monitoraggio dei procedimenti ed i pagamenti on-line).
L’analisi territoriale conferma l’esistenza del significativo ritardo accumulato da parte delle imprese del Mezzogiorno, divario che si amplia al crescere della complessità delle funzionalità considerate. Anche le imprese del Centro Italia appaiono in ritardo, ma il divario è limitato all’utilizzo delle sole funzionalità più complesse. Le imprese del Nord-Ovest (dove si concentrano tuttora le imprese maggiori), invece, appaiono generalmente all’avanguardia nell’utilizzo dei servizi on-line.
Le imprese italiane usano la rete per farsi conoscere, sono ancora poche quelle che la utilizzano per vendere i propri prodotti.
Se si analizzano le caratteristiche organizzative delle imprese italiane risulta chiaro come l’ingresso nell’economia in rete da parte del sistema produttivo nazionale difficilmente passerà attraverso la creazione di reti interne (ad esempio, tra sedi della stessa azienda o tra società appartenenti a gruppi), ma richiederà necessariamente un salto culturale che porti ad introdurre le tecnologie di rete nell’insieme dei flussi informativi, comunicativi e transattivi.
Tuttavia, l’utilizzo di Internet da parte delle aziende italiane appare ancora oggi legato ad una generica ricerca di informazioni e di visibilità sulla rete, piuttosto che rivolto a sfruttare la disponibilità di un nuovo canale commerciale “immateriale” (le reti di telecomunicazione), che consentirebbe di ampliare il mercato territoriale di riferimento, creando nuove opportunità di sviluppo.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 37: L’offerta di servizi on-line
I due terzi delle imprese si sono dotate di un sito web, ponendosi quindi nella condizione di attivare un nuovo canale commerciali. I siti delle imprese italiane restano però prevalentemente informativi, essenzialmente destinati a qualificare l’azienda agli occhi dell’utenza potenziale. La quasi totalità delle imprese con sito, infatti, fornisce informazioni sull’azienda, mentre solo i due terzi utilizzano la rete per presentare il catalogo dei propri prodotti. Meno di un quinto delle imprese con sito consente di acquistare i propri prodotti in rete, confermando che le potenzialità della rete come nuovo canale di vendita sono ancora tutte da esplorare. Considerando le sole aziende che hanno attivato funzionalità di eCommerce, si rafforza la convinzione che la rete non sia ancora vissuta come un’opportunità per lo sviluppo del fatturato. Solo per poco più del 10% delle imprese che fanno eCommerce, infatti, l’incidenza delle vendite on-line sul fatturato assume valori significativi (>25%).
Per la componente informativa, data l’elevata diffusione raggiunta, si riscontra una sostanzialmente omogeneità in relazione alla dimensione aziendale. La variabile dimensionale induce differenze molto più rilevanti nell’offerta dei servizi a contenuto maggiormente interattivo, in particolar modo quelle di tipo transattivo. Solo il 6% delle micro imprese (3-9 addetti), infatti, consente il pagamento on-line, contro il 19% delle grandi (oltre 250 addetti).
I settori più innovativi dal punto dell’offerta di servizi on-line risultano essere quello finanziario e quello turistico, che prima degli altri hanno compreso le potenzialità della rete come luogo di interazione privilegiata con il cliente.
L'offerta delle funzionalità on-line più avanzate rispecchia la distribuzione territoriale delle aziende maggiori, confermando lo stretto legame con la variabile dimensionale. Rispetto al dato medio nazionale, tuttavia, si evidenzia una significativa propensione all’offerta di servizi transattivi in rete da parte delle imprese del Nord Est.