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Digital Divide
Imprese
Le imprese italiane e la banda larga
80.000 nuove imprese a banda larga, ma troppo spesso senza garanzia di qualità del servizio.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 38: Le imprese a banda larga
A giugno 2006, erano oltre 620.000 le imprese italiane dotate di una connessione a banda larga. Nell’ultimo triennio, il numero di imprese a banda larga è più che triplicato, raggiungendo una penetrazione pari a circa il 70% del totale, contro valori che erano pari a circa il 20% nel 2003. Tuttavia, sono ancora 280.000 le imprese che non dispongono di una connessione a banda larga e, soprattutto, circa un quarto di queste sono prive di collegamento a Internet. Si tratta, in particolare, di imprese di piccola dimensione (meno di 10 addetti), appartenenti ai settori più tradizionali (commercio al dettaglio, alberghi e ristorazione) e localizzate in centri minori (popolazione inferiore ai 10.000 abitanti) di aree montuose o, comunque, rurali. Nella maggior parte di tali imprese, la diffusione della banda larga e, più in generale, lo sviluppo delle dotazioni ICT si scontra con un’organizzazione della produzione basata ancora su modelli semi-artigianali, in cui la percezione dei potenziali benefici dell’innovazione tecnologica è fortemente ostacolata dalla pressoché totale assenza delle competenze necessarie.
Anche per la banda larga, così come rilevato per le altre dotazioni ICT, si conferma l’esistenza di uno stretto il legame tra tasso di diffusione e dimensione aziendale, con medie (50-249 addetti) e grandi (oltre 250 addetti) imprese prossime al raggiungimento della soglia massima di penetrazione. All’estremo opposto, invece, si collocano le micro (3-9 addetti) imprese in cui la penetrazione della banda larga non supera i due terzi del totale.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 39: Il profilo delle imprese a banda larga
I settori di eccellenza nell’innovazione ICT (utilities, intermediazione finanziaria ed altri servizi) si confermano all’avanguardia anche per quanto riguarda l’adozione della banda larga. Appaiono in evidente ritardo, invece, le imprese appartenenti ai settori del commercio al dettaglio e dei servizi più tradizionali (commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti), in cui il tasso di penetrazione della banda larga non supera il 50% del totale.
Dal punto di vista geografico, infine, si rileva un significativo divario fra il tasso di diffusione della banda larga nel Sud e Isole e nel resto del Paese. Sono, infatti, oltre 6 i punti percentuali che separano le imprese del Meridione da quelle del Nord-Ovest, area in cui si registrano i valori più elevati del tasso di penetrazione della banda larga (71% delle imprese). Tuttavia, questo effetto riflette più le differenze nella struttura dimensionale e settoriale fra le aree geografiche (maggior presenza nelle regioni del Sud e Isole di imprese di piccola dimensione appartenenti a settori tradizionali), che una reale minor propensione all’adozione della banda larga delle imprese del Sud e Isole.
L’attuale livello di penetrazione della banda larga lascerebbe ancora spazio per un aumento significativo della diffusione della banda larga nelle imprese di dimensioni minori, appartenenti ai settori più tradizionali del sistema produttivo italiano. Tuttavia, proprio in tali contesti l’innovazione ICT segue un processo di adozione più lento e complesso, condizionato dalla necessità di investimenti significativi e, soprattutto, di lungo periodo per lo sviluppo delle competenze informatiche richieste dall’auspicato salto tecnologico.
Le imprese sono soddisfatte della banda larga, ma non ne sfruttano ancora completamente le potenzialità.
Oltre la metà delle imprese broadband utilizza un collegamento con velocità di picco (teorica) superiore al 2 Mbps. Dal punto di vista delle modalità tariffarie, invece, si osserva una assoluta prevalenza degli accessi flat (oltre il 90%), ma non necessariamente con bande garantite. La presenza di un numero ancora elevato (46%) di collegamenti caratterizzati da prestazioni entry level (di poco superiori a quelle di un buon accesso consumer) è senz’altro uno dei vincoli più stringenti per una più ampia diffusione delle applicazioni on-line, in particolare per quanto riguarda le funzionalità più complesse.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 40: La soddisfazione delle imprese a banda larga
Le imprese a banda larga mostrano un livello di soddisfazione elevato per quanto riguarda le caratteristiche tecniche ed economiche della connessione. Tuttavia, la soddisfazione per la velocità della connessione dipende strettamente dall’insieme dei servizi on-line effettivamente utilizzati attraverso la banda larga. Allo stato attuale, sebbene le imprese broadband mostrino un utilizzo più intensivo di tutti i servizi on-line, restano comunque poche le aziende che utilizzano le applicazioni più complesse, per le quali è effettivamente necessario disporre di collegamenti con prestazioni elevate.
La valutazione della banda larga, anche in termini di impatto sui processi aziendali, resta comunque largamente positiva. Quasi il 90% delle imprese broadband ritiene, infatti, che l’adozione della banda larga abbia avuto un impatto positivo sulla qualità dei servizi offerti ai clienti. Altrettanto numerose, sebbene con valori leggermente inferiori, ma pur sempre superiori ai tre quarti del totale, le imprese che valutano positivamente l’impatto della banda larga sui costi e sulle vendite aziendali. Anche in tal caso, tuttavia, si rende necessario approfondire l’aspetto legato ai servizi effettivamente utilizzati e offerti on-line. Al riguardo, l’utilizzo ridotto delle applicazioni più avanzate e la visione prevalente della rete come mero strumento di informazione del cliente (meno del 20% delle imprese broadband con sito ha attivato funzionalità di eCommerce) confermano come le imprese a banda larga non abbiano ancora percepito le effettive potenzialità della banda larga come fattore di efficienza economica e di sviluppo dell’attività aziendale. L’elevato grado di soddisfazione, quindi, sembra esser dovuto più al basso livello delle aspettative, che ad una piena consapevolezza dell’importanza dell’innovazione tecnologica nei processi aziendali.
L’evoluzione delle imprese verso l’economia in rete passa attraverso l’interazione con il mondo esterno.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 41: I driver per lo sviluppo della banda larga
Il driver principale per lo sviluppo della banda larga resta il semplice accesso ad Internet. L’utilizzo in rete dei servizi base, quindi, continuerà ad essere il fattore principale attraverso cui le imprese italiane sperimenteranno la transizione verso l’economia in rete. Infatti, sono principalmente le imprese che hanno adottato più di recente la banda larga e che, quindi, devono ancora verificarne appieno l’impatto sui processi aziendali, ad individuare l’accesso a Internet come driver più importante per l’ulteriore sviluppo della banda larga.
Le imprese che hanno adottato la banda larga da più tempo, invece, avendone potuto sperimentare con maggior consapevolezza l’impatto positivo sull’efficienza della gestione aziendale, indicano il collegamento con i principali interlocutori aziendali (clienti, fornitori e partner) come il principale fattore per motivare l'ulteriore incremento delle prestazioni dei collegamenti. Le imprese che hanno adottato per prime la banda larga, infatti, si caratterizzano per l’articolazione della struttura organizzativa (grandi imprese, multisede, appartenenti a gruppi, ecc.) e la complessità dell’attività operativa (esportazioni, interazione continua con clienti e partner, ecc.) e sono, quindi, maggiormente propense ad utilizzare strumenti avanzati di collaborazione telematica con il mondo esterno.
Per circa i due terzi delle imprese a banda larga, infine, l'esigenza di un ulteriore sviluppo prestazionale/funzionale non viene considerata ancora una priorità. Questo punto dell’analisi non può non essere messo in relazione con il generalizzato livello di soddisfazione, che le imprese associano alle caratteristiche tecniche della connessione. Anche in questo contesto, quindi, si conferma l’esistenza di una percezione ancora parziale e limitata dei potenziali benefici connessi all’introduzione dell’innovazione ICT nei processi aziendali. Una percezione che, in definitiva, ha un impatto negativo sulle aspettative associate nell’innovazione ICT e, di conseguenza, riduce la propensione delle imprese a modificare più in profondità i propri modelli di produzione e vendita.
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