Digital Divide

Imprese


Cluster Analysis

L’integrazione in rete e l’aumento delle prestazioni sono i due fattori che caratterizzano la transizione delle imprese verso l’economia in rete.

Dato il livello oramai raggiunto nella diffusione della banda larga, la vera sfida non è tanto l’ulteriore aumento del numero di soggetti dotati di collegamenti broadband, quanto l’avvio di una nuova fase di sviluppo basata su una crescente permeabilità ed integrazione dei processi informatici.

In questa ottica, sono due le principali direttrici di sviluppo che emergono dall’analisi:

  • Da un lato, vi è una spinta ad un progressivo miglioramento del livello prestazionale del collegamento, con obiettivi che sono prevalentemente legati al recupero di efficienza su funzionalità di tipo comunicazionali;
  • Dall’altro, cresce la consapevolezza delle opportunità, sia in termini di efficienza sia di efficacia, che possono derivare dalla maggiore integrazione dei processi aziendali attraverso l’utilizzo di nuove soluzioni ICT.

Dall’integrazione di queste due traiettorie si possono delineare quattro profili di crescita, che riassumono i diversi percorsi di sviluppo che stanno seguendo le aziende italiane.

La mappa della banda larga nelle imprese
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)

Figura 42: La mappa della banda larga nelle imprese

L’avanguardia delle imprese a banda larga è costituita da un nucleo di poco più di 100.000 imprese (Innovative), che ricercano sia un progressivo miglioramento delle prestazioni del collegamento, sia una più articolata integrazione funzionale attraverso processi di informatizzazione avanzati. All’estremo opposto vi è il gruppo più numeroso, circa 228.000 imprese (Tradizionali), che dimostrano una forte rigidità al cambiamento e all’introduzione di processi innovativi, che modifichino un modello organizzativo consolidato. I rimanenti due quadranti si contraddistinguono da un lato per l’orientamento prevalente verso l’integrazione applicativa (Integrate) o verso gli aspetti prestazionali della connessione alla rete (Connesse).

Le imprese innovative si caratterizzano per la complessità dell’organizzazione aziendale e dei processi operativi. Si tratta, quindi, di grandi imprese, appartenenti ai settori produttivi più innovativi e maggiormente integrati con le altre componenti della catena del valore (si pensi alle banche ed alle assicurazioni, in cui l’interazione telematica con soggetti esterni ed interni all’impresa raggiunge i livelli di complessità maggiori). L’appartenenza a gruppi di imprese, una struttura organizzativa territorialmente diffusa (multisede) ed un ambito di attività esteso anche a mercati esteri (esportazioni) caratterizza l’impresa innovativa per eccellenza. La complessità che caratterizza il modello organizzativo delle imprese innovative si traduce in una dotazione tecnologica all’avanguardia (in particolare, Intranet e sito) ed in un utilizzo intensivo della rete per lo svolgimento di funzioni aziendali complesse (eCommerce, servizi post vendita, videocomunicazione). A conferma della familiarità delle imprese innovative con i più avanzati servizi in rete, infine, si rilevano le percentuali più elevate di utilizzo dei servizi VoIP e della gestione in outsourcing dei principali applicativi aziendali.

In netta antitesi, invece, le imprese tradizionali presentano un profilo ancora strettamente dipendente da un modello organizzativo tradizionale, in cui l’integrazione in rete non è ancora vista come un driver per il raggiungimento di una maggior efficienza della gestione aziendale. Le imprese tradizionali sono, infatti, di piccole dimensioni ed appartengono ai settori più tradizionali del sistema produttivo italiano. Si tratta di imprese che non fanno parte di gruppi, in cui sia l’articolazione territoriale, sia l’estensione dell’attività difficilmente superano l’ambito locale. Le imprese tradizionali hanno una dotazione tecnologica di base e non utilizzano la rete per interagire con gli interlocutori aziendali. Per le imprese tradizionali, l’innovazione ICT è un fattore di cambiamento vissuto con diffidenza e l’impatto delle nuove tecnologie sulla gestione aziendale non è considerato ancora tale da giustificare gli investimenti per l’adeguamento del modello produttivo.

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