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La Banda Larga nelle Strutture Sanitarie
La banda larga è ormai presente in quasi tutte le strutture sanitarie.
Il collegamento in rete tra i numerosi e diversi soggetti del mondo sanitario (ASL, ospedali, case di cura, centri specialistici di ricerca, ecc.) è diventato un obiettivo sempre più stringente. La coordinazione amministrativa tra le strutture e l’integrazione dei dati clinici del paziente, che tradizionalmente sono dispersi negli archivi delle varie strutture, rende più agevole il reperimento in caso di urgenza, approfondimento o verifica clinica, permettendo un più razionale uso delle risorse mediche ed un più efficace contenimento della spesa sanitaria.
La banda larga è ormai presente nella grande maggioranza delle strutture sanitarie e la sua crescente importanza è confermata dall’aumento del tasso di penetrazione, cresciuto in nove mesi di 14 punti percentuali (dal 74% di metà 2005 all’88% di marzo 2006).

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 54 – Lo sviluppo della banda larga nelle strutture sanitarie
Le strutture sanitarie che non hanno ancora la banda larga sono strutture di dimensioni ridotte ed, in maggioranza, case di cura private che, data la minore scala operativa, percepiscono meno la necessità di disporre di connessioni veloci per erogare servizi all’utenza. La maggior propensione delle strutture pubbliche ad adottare la banda larga è una tendenza generalizzata, indipendentemente dalla dimensione operativa, anche se nell’ultimo anno le differenze di penetrazione con il settore privato si sono notevolmente ridotte. Dal punto di vista territoriale, si rileva che le strutture sanitarie del Nord Est mostrano un tasso di penetrazione della banda larga significativamente superiore a quello rilevato nelle altre aree geografiche, sostanzialmente allineate su valori inferiori di 7-8 punti percentuali.
Anche per le strutture sanitarie, così come riscontrato nelle analisi su comuni e scuole, emerge una significativa correlazione tra adozione della banda larga e diffusione dell’innovazione tecnologica. Sebbene il dato debba essere correttamente interpretato alla luce della tipologia di soggetti che non dispongono ancora di banda larga, resta comunque vero che le strutture sanitarie a banda larga mostrano valori sistematicamente superiori, sia per livello di dotazioni ICT, sia per utilizzo ed offerta di servizi on-line.
È inoltre in crescita la percezione che la banda larga abbia un impatto positivo sull’attività delle strutture sanitarie ed è sempre più diffusa l’opinione che disporre di connessioni a banda larga aiuti a migliorare la qualità delle prestazioni, l’efficienza del servizio e l’interazione tra le diverse strutture sanitarie. Gli ostacoli maggiori all’adozione di una connessione a banda larga sono legati ai costi delle soluzioni tecnologiche e ai limiti di spesa imposti dai budget. Rispetto a comuni e scuole, le strutture sanitarie percepiscono come meno stringenti gli ostacoli legati alla scarsità di personale qualificato, alla complessità della tecnologia ed al mancato appoggio dei vertici.
Nonostante l’ampiezza delle dotazioni tecnologiche, la penetrazione delle tecnologie ICT nell’attività sanitaria è ancora parziale.
Le nuove tecnologie ICT permettono di concentrare le risorse specialistiche pur mantenendo decentrato l’accesso ai servizi sanitari, grazie ad applicazioni come la telediagnosi e il teleconsulto e, in generale, la telematizzazione delle varie specialità cliniche (teleradiologia, telecardiologia, ecc.).
L’interoperabilità delle applicazioni e dei referti medici necessita di sistemi informativi potenti e condivisi in rete, supportati da una banda molto ampia, data la mole e la complessità del tipo di dati da condividere.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 55 – La dotazione tecnologica delle strutture sanitarie
La quasi totalità delle strutture esaminate, infatti, dispone di collegamento Internet (98%, di cui il 90% in banda larga), ha realizzato una rete locale (86%) e possiede un sito web (70%). Le dotazioni tecnologiche afferenti all’ambito dei collegamenti informatici mostrano una diffusione elevata, che raggiunge il suo massimo nel caso delle intranet (52%). Anche nel caso delle altre tipologie di collegamenti in rete (WAN, WLAN ed extranet), il livello di diffusione, sebbene si attesti su livelli marcatamente inferiori, conferma l’importanza attribuita dalle strutture sanitarie allo scambio di flussi informatici con l’esterno. Tuttavia, risultano ancora troppo poco numerose le strutture sanitarie che dispongono di reti Extranet (14%), necessarie ad esempio per l’allargamento della collaborazione ai soggetti diffusi sul territorio (medici di base, farmacie). L’elevato numero di strutture sanitarie dotate di applicazioni antivirus e firewall dimostra, infine, il rilievo che viene attribuito agli aspetti legati alla sicurezza informatica.
Nell’attività quotidiana delle singole strutture, tuttavia, l’effettiva penetrazione delle tecnologie ICT è ancora parziale. I medici che utilizzano Internet sono solo il 47%, mentre sono ancora di meno (37%) quelli dotati di casella di posta elettronica individuale fornita dal sistema sanitario. La conferma che l’informatizzazione non abbia ancora permeato diffusamente l’attività sanitaria si ha considerando che i PC sono quasi sempre presenti in amministrazione (97% dei casi), mentre risultano molto meno diffusi presso i reparti (62%) ed i laboratori (59%).
In forte crescita l’utilizzo dei servizi on-line, ma la vera telemedicina resta ancora un’applicazione tutta da sviluppare.
L’integrazione in rete agevola lo scambio di informazioni tra le diverse strutture sanitarie e permette, quindi, una più efficace e tempestiva interazione fra medici e pazienti. Infatti, oltre alle attività più semplici (prenotazioni e richieste di informazioni), già oggi possibili e, in molti casi, effettivamente disponibili, in prospettiva tenderanno sempre più a diffondersi modalità di fruizione dei servizi medici da casa. La disponibilità di connessioni a banda larga, indispensabili per l’implementazione delle funzionalità interattive più complesse, metterà in condizione anche i territori decentrati di fornire ai propri cittadini l’accesso a prestazioni specialistiche di alto livello, grazie alla fruizione in remoto dei servizi centralizzati negli ospedali specializzati delle grandi città.
Tra i servizi di comunicazione telematica è notevole il progresso fatto registrare dalla Posta Elettronica Certificata (+20 punti percentuali, rispetto a giugno 2005), la cui diffusione è stata, anche in questo caso, favorita dall’entrata in vigore del Codice dell’Amministrazione Digitale. Sebbene non abbia ancora raggiunto ampi livelli di diffusione, risulta in significativa crescita (+6 punti percentuali, in nove mesi) l’utilizzo dei servizi VoIP, a conferma della propensione delle strutture sanitarie alla sperimentazione delle soluzioni tecnologiche innovative.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 56 – I servizi telematici utilizzati
Per quanto riguarda l’utilizzo delle funzionalità di telemedicina, appare necessario distinguere in funzione della complessità delle diverse applicazioni. Negli ultimi due anni, si è registrata la rilevante crescita nell’utilizzo dei servizi più semplici di telemedicina, ossia la tele-assistenza (passata da pochi punti percentuali di giugno 2004 al 36% di marzo 2006). L’utilizzo di applicazioni di telemedicina più complesse resta ancora un fenomeno del tutto marginale, limitato ad un numero ristretto di centri di eccellenza particolarmente attenti all’innovazione tecnologica. Nella maggioranza delle strutture sanitarie, anche alla luce del tasso di penetrazione sostanzialmente stabile nel tempo, l’utilizzo di applicazioni complesse di telemedicina sembra richiede un ulteriore sviluppo delle dotazioni tecnologiche e delle competenze necessarie al loro utilizzo. Tale ipotesi è avvalorata dal fatto che le strutture sanitarie che utilizzano la banda larga da almeno 3 anni mostrano un maggiore utilizzo dei servizi più avanzati di telemedicina, confermando che il processo di diffusione dell’innovazione tecnologica ha tra i suoi fondamenti l’adozione della banda larga. Coerentemente con l’utilizzo prevalente di funzionalità di base, i dati trasferiti in rete con le applicazioni di telemedicina sono sostanzialmente di tipo testuale/numerico (80%), mentre lo scambio di immagini in movimento resta un caso raro, sebbene in significativa crescita proprio in virtù dell’aumento nella diffusione della banda larga.
L’utilizzo dei servizi telematici si differenzia notevolmente in funzione della tipologia di struttura sanitaria. Le ASL si mostrano all’avanguardia nell’utilizzo delle applicazioni telematiche, seguite dagli ospedali e, molto più in ritardo, dalle case di cura private. Il primato delle ASL si spiega considerando che si tratta, generalmente, di strutture complesse, con una più articolata attività amministrativa e caratterizzate da un’intensa attività di integrazione dell’offerta sanitaria sul territorio. Le case di cura private, invece, sembrano rappresentare il punto debole nel processo di diffusione dei servizi on-line. Si presentano, infatti, come strutture “chiuse” rispetto al resto del sistema sanitario, con il quale non sembrano integrarsi funzionalmente. Una qualche forma di apertura si registra solo nell’interazione con i pazienti (il 30% utilizza la teleassistenza), probabilmente per la maggior attenzione di tali soggetti al tema della razionalizzazione dell’attività operativa.
In rete solo i servizi di base, mentre le funzionalità on-line più interattive sono ancora un’eccezione.
La diffusione di modalità di fruizione in rete e, quindi, da remoto, di alcuni servizi sanitari può comportare notevoli benefici per gli utenti. A tal riguardo, si rileva che il 70% delle strutture sanitarie si è dotata di un sito Internet.
Per quanto riguarda l’offerta di servizi on-line, la quasi totalità delle strutture sanitarie con sito web fornisce informazioni di carattere generale e poco meno di due terzi permette di accedere ad informazioni mediche. In circa la metà dei casi, invece, vengono resi disponibili gli indirizzi di posta elettronica dei reparti e la modulistica. La modulistica è fornita on-line soprattutto dalle strutture pubbliche, la cui attività è più strutturata sotto il profilo amministrativo rispetto alle strutture private, mentre i servizi transattivi risultano poco diffusi in entrambi i casi.

Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 57 – I servizi offerti on-line
La diffusione di servizi on-line a basso contenuto di interattività (informazioni generali e mediche, modulistica) è oramai significativa, con percentuali che superano il 70% per ASL e Ospedali. Percentuali inferiori si rilevano per le case di cura private, che però scontano una maggior presenza di strutture di dimensione ridotta, presso le quali la penetrazione delle tecnologie ICT è minore.
Molto più limitata, invece, è l’offerta di servizi on-line ad alto livello di interattività. In particolare, solo presso il 18% delle strutture sanitarie è possibile prenotare via web le prestazioni specialistiche (valore che sale al 25%, se si considerano le sole ASL). Come rilevato anche nell’utilizzo dei servizi telematici, si osserva una correlazione positiva fra l’offerta di servizi on-line e l’anzianità di adozione della banda larga. Il primato nell’offerta di servizi on-line, infatti, viene rilevato nelle strutture che utilizzano la banda larga da almeno tre anni.
Ancora parziale, infine, l’integrazione di strutture esterne nella rete telematica sanitaria. Solo il 33% dei siti Internet, infatti, dispone di sezioni ad accesso riservato. In tali casi, i soggetti autorizzati sono prevalentemente medici, mentre restano generalmente esclusi gli altri attori della sanità (farmacie, medici di base, ambulatori) e i pazienti. Le strutture sanitarie, quindi, non sembrano ancora aver percepito appieno i benefici che possono derivare dall’utilizzo delle applicazioni informatiche per interagire con gli altri soggetti del sistema sanitario.
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