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La Banda Larga
Linee Guida per la predisposizione del Piano telematico dell’Emilia Romagna – PITER (2007 – 2009)
Premessa
Assessorato Attività produttive. Sviluppo economico. Piano Telematico
Direzione generale centrale Organizzazione, Personale, Sistemi Informativi e Telematica
La Regione Emilia-Romagna ha considerato e considera da tempo lo sviluppo nella direzione di quella che viene definita società dell’informazione come una delle nuove e prioritarie dimensioni nelle quali pensare il proprio futuro. Sviluppo quindi delle nuove tecnologie informatiche e telematiche disponibili per cittadini e imprese; sviluppo delle opportunità nuove che tali tecnologie offrono anche specificamente all’operare della pubblica amministrazione nei suoi rapporti con i cittadini e nel suo lavoro quotidiano; sviluppo soprattutto e complessivo, appunto, di una società dell’informazione che significa oltre che tecnologia anche vera e propria nuova progettazione nella organizzazione di servizi, comunicazione, relazioni e crescita di nuova formazione e cultura anche in “digitale” per tutti. Combattendo quella nuova possibile disuguaglianza che può invece essere determinata proprio da differenze di opportunità e di formazione per l’accesso alle nuove tecnologie e al nuovo mondo della conoscenza in rete.
Per lo sviluppo della società regionale dell’informazione quindi la programmazione regionale ha puntato e punta innanzitutto ad una stretta cooperazione con l’intero sistema degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni presenti nel territorio.
Con il primo Piano telematico (1999-2001) si è puntato ad una prima crescita di iniziative e sperimentazioni degli enti locali nell’uso delle nuove tecnologie e nella propria formazione. Si finanziarono quindi 140 progetti sul territorio con l’obiettivo di promuovere nuove attività e aumentare la consapevolezza delle opportunità di informatizzazione della Pubblica Amministrazione e si formulò una prima idea di coordinamento delle iniziative attraverso programmi di azione territoriali. La seconda edizione (2002-2005) del Piano telematico, sulla base della positiva sperimentazione realizzata, ha scelto proprio come centro della azione regionale la promozione di una nuova grande rete regionale di connessione con le tecnologie più avanzate di banda larga tra la Regione e l’intero sistema degli enti locali (province, comuni, comunità montane), per creare una base comune ed efficiente di comunicazione, di promozione di nuovi servizi e di fornitura al territorio, senza digital divide, delle opportunità di accesso delle nuove tecnologie. Contemporaneamente la Regione con l’approvazione della legge per lo sviluppo della società dell’informazione del 24.05.2004 n. 11 ha dato definizione anche legislativa alla attività in rete e ha insediato luoghi e strumenti per assicurare una programmazione e governance in comune con gli enti locali dello sviluppo telematico e della società dell’informazione in Emilia-Romagna. Questo nuovo Piano telelmatico quindi reca come novità innanzitutto quella di essere costruito attraverso tali strumenti e innanzitutto con l’attività del Comitato permanente di indirizzo e coordinamento con gli enti locali a cui è stata sottoposta la elaborazione e la discussione del Piano e al quale verranno sottoposte tutte le scelte più significative da assumere. Nella stessa direzione la Regione ha proposto che la stessa società da costituirsi, per conferire ad essa come previsto dalle direttive europee la proprietà delle reti e la promozione del loro sviluppo assieme al resto delle piattaforme tecnologiche necessarie e la promozione della acquisizione di servizi nel modo più coordinato e quindi conveniente, veda la partecipazione di tutti gli enti locali e la definizione di una governance partecipata.
L’investimento pubblico in reti e servizi ICT ha alle spalle anche la certezza di poter così influire sulla più generale competitività dell’economia regionale. E’ noto infatti che il settore pubblico preso nel suo complesso sia di gran lunga il più grande settore delle economie europee: nella UE a 15 la spesa pubblica complessiva ammontava in media nel 2003 al 45% del PIL[1]. Dato questo peso economico, aumenti di produttività nel funzionamento delle pubbliche amministrazioni, realizzabili attraverso l’introduzione delle ICT in combinazione con interventi di trasformazione organizzativa e procedurale, possono produrre rilevanti in guadagni di efficienza e contribuire alla crescita riducendo i colli di bottiglia amministrativi.
Regione ed Enti locali hanno portato avanti insieme le iniziative contenute nel Piano Telematico 2002-2005, nella consapevolezza che investimenti di questo tipo non possono risultare efficaci se non in una logica di sistema. I grandi assi della programmazione precedente sono stati quindi robusti interventi e sul lato delle infrastrutture ( la progettazione e realizzazione della rete privata a larga banda delle PA regionali – LEPIDA, e della rete per le emergenze R3) e sul lato dei servizi, in sinergia con le politiche nazionali di promozione dell’e-government: abbiamo quindi lavorato alla erogazione di servizi on line per cittadini ed imprese, comuni a tutti gli enti, che definiscono le caratteristiche – quasi il DNA - dell’e-government della nostra regione.
E’ su queste basi che si continuerà a costruire nella programmazione di cui si presentano qui le Linee Guida: da una parte si tratta di rendere capillare quanto già costruito, con la creazione della MAN di Lepida, cioè delle connessioni tra i pubblici uffici in ogni territorio comunale, le azioni a contrasto del digital divide per le aree ancora tagliate fuori dall’accesso alla larga banda, la messa a disposizione di tutti i Comuni dei servizi elaborati nella prima fase, attraverso la partecipazione al bando nazionale sul Riuso.
Si tratterà però anche di agire su quelli che – con una costante azione di misurazione e benchmark – sono risultati ancora i punti deboli, le difficoltà, per il pieno dispiegamento della Società dell’Informazione regionale.
Maggiore attenzione verrà data a cittadini ed imprese (i fruitori dei servizi) per renderli davvero centrali nel processo amministrativo e per rendere l’e-government strumentale a una vera rivoluzione del modo di operare della PA: elemento chiave di questo scenario sarà rendere disponibili i servizi secondo le preferenze differenziate dei singoli utenti, indipendentemente da dove questi si trovino e da come si muovano, dalle loro capacità ed abilità di utilizzare i mezzi digitali e indipendentemente dai dispositivi da loro utilizzati. Le parole chiave sono in questo caso: multimodalità, mobilità e convergenza, nonché interoperabilità tra gli enti sono qui le parole chiave.
I piccoli Comuni e le Comunità montane saranno altrettanto al centro delle iniziative, grazie allo sviluppo di una piattaforma che , fornisca servizi comuni che permettano a tutti di attuare l’e-government con omogenei livelli di qualità; questa attività, sviluppata dalla Società Lepida di cui alla legge regionale 11 del 2004 , si avvarrà anche dei risultati di alcuni dei progetti di ricerca in ambito ICT che sono stati co-finanziati dalla Regione nel precedente Piano Telematico.
In tali direzioni saranno quindi altrettanto importanti sia il ruolo di sperimentazioni avanzate come quelle attivate in molte città della regione a cominciare dalla città capoluogo sia quello delle amministrazioni provinciali per assicurare coordinamento e crescita in comune di rete e servizi in tutte le comunità dei territori. Con PiTER (Piano telematico regionale) intendiamo quindi dare vita a una vera community network che, da concetto puramente infrastrutturale, definito nella architettura SPC, diventa anche un sistema di servizi, di standard e di interscambio che fa lavorare insieme tutti gli enti locali della regione, dà a tutti i medesimi strumenti e sa cogliere e mettere a fattor comune eccellenze e vocazioni specifiche. Tale community network regionale è peraltro già riconosciuta dalla autorità ministeriali come dimensione raggiunta in Emilia-Romagna e quindi come interlocutore primario dello sviluppo dello stesso Piano telematico nazionale e sistema pubblico di connettività.
Per portare avanti un programma così ambizioso occorre come già sopra detto una governance davvero solida e partecipata, che dia a tutti gli enti un ruolo di attuatori di un processo comune, condiviso, che sappia anche esaltare le esperienza di punta che molti dei nostri enti hanno portato avanti in questi anni.
La concertazione con gli enti locali avverrà attraverso il Comitato permanente di indirizzo e coordinamento con gli enti locali che è il luogo della condivisione continua degli indirizzi e delle iniziative strategiche del nostro territorio in questo ambito, mentre il supporto scientifico verrà fornito da un apposito Comitato scientifico .La Legge inserisce nuovi soggetti nell'attuazione delle strategie; la Società “LEPIDA” (prevista all’art.10 della L.R. 11/2004) che avrà il compito di definire in progetti esecutivi con valenza di sistema regionale le indicazioni di indirizzo che le giungeranno dalla Regione Emilia-Romagna e dagli EELL emiliano-romagnoli, presenti in queste Linee Guida. All’interno della società si attuerà la gestione della rete LEPIDA e il suo raccordo con l’SPC.
Compito di supportare lo sviluppo integrato della rete LEPIDA e dei servizi che su di essa sono e saranno implementati è affidato al Centro di alta competenza (come previsto dagli art. 4 e 9 della L.R. 11/2004 ), momento di integrazione tra il Comitato Scientifico, il Tavolo Tecnico regionale nell’abito del quale si confrontano i responsabili tecnici di Regione ed EELL e il Centro Regionale di Competenza per l’e-government e la società dell’informazione (CRC).
Allegati
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