La Banda Larga


Linee Guida per la predisposizione del Piano telematico dell’Emilia Romagna – PITER (2007 – 2009)

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» Programmazione precedente: Piano telematico Regionale 2002-2005

» PITER: parole chiave, governance e scenario europeo

Programmazione precedente: Piano telematico Regionale 2002-2005

L’idea

L’aver deciso, nel 2002, di non privilegiare infrastrutture a servizi (o viceversa) ma di portare avanti in parallelo il progetto di LEPIDA e R3 così come quelli dei servizi e-government, tra gli altri la centrale regionale per l’e-procurement nonché la strutturazione a livello regionale dei servizi on line relativi all’abitare, alla sicurezza urbana, alla relazione quotidiana con i Comuni e ai flussi documentali tra e per le Pubbliche Amministrazioni, concretizzatisi nei progetti  SIGMA TER, AGRISERVIZI, SIL, RILFEDEUR, DOCAREA e SOLE è stata un’idea originale nel panorama italiano.

L’urgenza alla base di tale scelta era dovuta al fatto che, per il Piano telematico della Regione Emilia-Romagna, l’investimento in ICT doveva rispondere non solo a criteri di supporto alla modernizzazione della PA regionale, ma anche a una più generale necessità di accompagnare la regione tutta nel processo che le permetteva di rimanere competitiva nei nuovi scenari internazionali che si iniziavano a presentare, e dove la presenza di una società dell’informazione a livello locale era già elemento distintivo. Si trattava cioè di creare un sistema compiuto, che desse benefici sia alla PA sia al territorio, permettendo alle imprese ed ai cittadini emiliano-romagnoli di rimanere in una posizione attiva rispetto al cambiamento economico, ma anche sociale, che si andava definendo: il Piano si basava su una visione della società dell’informazione come una società in cui la tecnologia non sovrasta o prevarica gli individui, ma esattamente il contrario: è una società in cui la tecnologia produce ricchezza e posti di lavoro, rende più facile l’accesso all’istruzione e alla cultura, consente un miglior trattamento della salute e una maggior partecipazione del cittadino alla vita politica, migliorando la qualità globale della vita.[1]  L’idea in buona sostanza era quella di una società dell’Informazione che si evolve con tutti e che ha bisogno di tutti gli strumenti possibili per restare forte ed omogenea al contempo. L’infrastruttura a banda larga quindi era necessaria per rendere più efficace la nostra amministrazione, che nel frattempo sviluppava i contenuti (servizi a valore aggiunto) con cui animarla. Ma LEPIDA è stata anche un primo passo verso l’estensione a tutto il territorio della connettività, il cosiddetto “territorio digitale” in cui la rete delle PA funge da traino per lo sviluppo di tutto il territorio.

Parole chiave

Spinta propulsiva per la precedente programmazione è stata la volontà di combattere il divario digitale, agendo sull’accesso, sui servizi, che rendono più agile la PA e nel contempo danno un vantaggio a cittadini e imprese creando anche un indotto produttivo di rilievo. Ha significato anche attenzione verso i presupposti della società dell’informazione: supporto al mondo della ricerca regionale nel settore ICT, per radicare ricerca e innovazione nel nostro territorio, con una iniziativa di co-finanziamento a progetti di ricerca; attenzione alla legislazione per superare tutte le possibili barriere allo sviluppo dell’era digitale: l’Emilia-Romagna è stata la seconda regione in Italia ad avere una legge regionale sulla società dell’informazione (L.R. 11/2004); attenzione alla formazione dei dipendenti della PA all’e-government e più i generale all’uso delle nuove tecnologie, con la creazione di un sistema regionale di e-learning per la PA che nel mettere a fattor comune le risorse umane e tecnologiche si distingua anche per un ruolo di produzione dei contenuti. Le azioni di sistemahanno l’obiettivo di dotare tutti i territori di uguali risorse e strumenti per offrire alle popolazioni locali servizi di qualità.


Governance

Questo processo ha visto il coinvolgimento degli enti locali (Province, Comuni capoluogo, ANCI, UPI e UNCEM) nella programmazione, con una azione di concertazione diffusa sulle linee guida del piano e sulle singole iniziative in cui lo si è declinato. Il target era l’investimento su grandi iniziative comuni, che fossero a servizio di tutti e che potessero poi, una volta sviluppate diventare patrimonio di tutti gli enti. In questo senso il Piano telematico regionale (2002-2005) è stato il riferimento anche degli interventi provinciali. Il Piano è stato concepito quindi sia come sede programmatoria e operativa delle diverse azioni, sia come iniziativa concreta di rafforzamento di un sistema a rete delle pubbliche amministrazioni della regione.

Scenario italiano

Il Piano telematico 2002-2005 è coevo del Piano nazionale di e-government e per la grande capacità di rappresentare il sistema degli enti regionali e non le singole istanze è stato “premiato” dal 1° Avviso nazionale, con 5 progetti approvati su 6 presentati dalla Regione Emilia-Romagna. La sinergia con il Programma nazionale ha fatto sì che in Emilia-Romagna si creasse da subito, in base a una convenzione tra Regione e MIT (poi CNIPA), il Centro Regionale di Competenza su e-government e società dell’informazione (CRC), che ha svolto un ruolo importante nella diffusione della conoscenza su questi temi tra tutti gli enti locali e nella costante analisi dei dati e dei trend sullo sviluppo locale in questo ambito, a supporto della programmazione regionale e locale.

Scenario Europeo

Il Piano telematico regionale 2002-2005 è peraltro contemporaneo anche di e-Europe 2005 (approvato dalla Comunità Europea il 28 maggio 2002) e ne recepisce le linee guida fondamentali: “e-Europe 2005 intende […] promuovere servizi, applicazioni e contenuti sicuri basati su un’infrastruttura a banda larga ampiamente disponibile”. Il documento evidenzia il legame biunivoco tra lo sviluppo di nuovi servizi multimediali avanzati e la disponibilità della larga banda, che rende questi servizi operabili; peraltro il finanziamento della infrastruttura a banda larga dipende a sua volta dall’offerta di servizi in grado di sfruttarla. Dal punto di vista della domanda e-Europe 2005 prevedeva azioni in materia di e-government, e-health, e-learning, e-business per stimolare lo sviluppo di nuovi servizi.

Le iniziative programmate dal Piano telematico regionale rispecchiano a pieno queste priorità. Oltre a ciò, si è dato inizio a una indagine finalizzata al benchmark della società dell’informazione che prende le mosse proprio da quella organizzata dalla Commissione Europea, sulla base dei risultati degli Stati membri.

Risultati

Le analisi di benchmarking del 2003, 2004 e 2005 ci permettono di offrire una prima riflessione complessiva sul Piano, che contribuisce all’impostazione di fondo del prossimo ciclo di programmazione. In termini di eccellenza e competitività, molti sono i dati che testimoniano l’alto grado di evoluzione raggiunto dall’uso delle ICT in Emilia-Romagna.

Dal punto di vista delle infrastrutture, gli investimenti straordinari legati a LEPIDA hanno fortemente incrementato la connettività del territorio emiliano-romagnolo, con ricadute positive, tutt'ora comunque insufficienti, anche sugli utenti privati. In regione Emilia-Romagna i chilometri di fibra ottica posata fino a settembre 2005 sono 467.000 km. Parallelamente è cresciuta notevolmente la domanda di banda larga. A settembre 2005 connessioni a banda larga erano presenti nel 28% delle abitazioni, nel 62% delle scuole, nel 79 % dei Comuni, in quasi il 90% delle imprese sopra i 9 addetti dei settori meccanica, turismo e ICT.

Anche il lavoro svolto sui servizi on line ha portato risultati di eccellenza. Nel periodo 2003-2005 la media di interattività dei servizi on line locali ha raggiunto la media europea, partendo da un ritardo iniziale di 4 punti. Di particolare rilievo l’avanzamento dei servizi legati al lavoro ed alla sanità, che peraltro sono fra i servizi privilegiati dagli utenti. Nell’ultimo anno (2005) la media di interattività si è stabilizzata dopo gli aumenti degli anni passati. Ancor più importante è la stretta correlazione fra l’evoluzione territoriale e gli obiettivi delle politiche regionali. E’ spesso riscontrabile un avanzamento significativo proprio su quelle aree di attività coperte dai progetti regionali, a testimoniare l’impatto degli stessi progetti e più in generale l’attenzione convergente della pubblica amministrazione su determinate aree di attività ritenute strategiche.

Anche dal punto di vista dello sviluppo territoriale i segnali sono positivi: rispetto ai servizi di e-government, l’evoluzione 2003-2005 ha visto ridursi la distanza fra le aree territoriali della regione. Comuni piccoli e grandi sono cresciuti, con particolari segnali positivi da quelli medio-piccoli (5-15 mila abitanti) e da quelli di montagna. Oggi l’86% dei Comuni eroga almeno un servizio interattivo via Web e dunque è in qualche modo incluso nello sviluppo dell’e-government.

 

Eredità

Se il tema guida della programmazione scorsa era l’azione contro il divario digitale per la PA regionale si può dire, dal punto di vista della connettività, che il tema è stato ampiamente trattato e risolto, sia con l’infrastruttura geografica primaria (che connette tramite LEPIDA tutti gli enti locali ) e con l’inizio della fase due, di costruzione delle MAN, che aumenterà notevolmente il numero di Enti in rete.

Resta invece ancora con evidenti criticità un problema importante, quello del divide digitale per cittadini ed imprese, residenti nelle aree più remote, che più potrebbero beneficiare da una riduzione almeno virtuale della loro distanza attraverso la banda larga; tale gap avrebbe dovuto ridursi con la digitalizzazione del territorio regionale operata dalle Aziende multiservizi, di cui possono beneficiare anche gli operatori privati di telefonia per la distribuzione dei loro servizi.

Altro tema aperto è quello dell’utilizzo dell’e-government da parte di cittadini che è cresciuto a fronte dell’ aumentata offerta: i cittadini che hanno visitato il sito Web della pubblica amministrazione locale sono circa il 20% (il 50% se si considerano i soli utenti Internet). In netto progresso rispetto agli scorsi anni, quasi un quinto degli utenti Internet ha utilizzato anche servizi transattivi (in particolare circa il 10% ha effettuato pagamenti). Rimane invece sostanzialmente stabile la percentuale di imprese che ha utilizzato Internet per comunicare con la pubblica amministrazione (44%), così come quella delle imprese che hanno utilizzato i servizi di e-government.

Più in generale comunque le indagini per il 2005 indicano che vi è un generale trend positivo per quel che riguarda il ricorso a servizi via Internet (acquisti, banking ecc.) che segnala una tendenza generale degli utenti Internet ad intensificare la varietà d’uso.

Se un fattore importante di questo “non uso” è l’informazione (nel 35% dei casi la ragione del mancato uso risiede nella mancata conoscenza del servizio) è pur vero che ancora la qualità dei servizi e la organizzazione delle amministrazioni in questo ambito è assai migliorabile. Spesso i servizi sono difficili da usare e ancor più da trovare: ulteriori sforzi vanno fatti dunque per rendere più chiaro e integrato l’approccio ai servizi pubblici on line, anche attraverso l’utilizzo di diversi canali di accesso.

Altra costante che andrà affrontata è il dato relativo all’utilizzo delle ICT da parte delle imprese dell’Emilia-Romagna che resta basso quando si considerano soluzioni avanzate. In particolare, pur avendo una buona dotazione di base di tecnologie interne all’azienda, basso è l’uso di soluzioni integrate con fornitori e clienti, e basso l’utilizzo dell’e-commerce per comprare e vendere on line. E poiché è ormai un dato assodato che ci sia un rapporto diretto tra competitività regionale e uptake delle tecnologie informatiche, anche questo è tema di rilievo per la programmazione regionale.



[1] Tratto da “Piano telematico regionale – Piano operativo 2002”, pagina 8.

 

Allegati

PITER Emilia Romagna  file pdf - 548,77 Kb

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