La Banda Larga


Linee Guida per la predisposizione del Piano telematico dell’Emilia Romagna – PITER (2007 – 2009)

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» PITER: parole chiave, governance e scenario europeo

PITER: parole chiave, governance e scenario europeo

Le parole chiave

Anche il Piano telematico dell’Emilia-Romagna per il prossimo triennio (2007-2008-2009) avrà la vocazione di agevolare il dispiegamento della società dell’informazione in regione, favorendo e investendo principalmente in azioni di sistema che permettano agli enti locali di erogare al meglio servizi on line e a cittadini ed imprese di partecipare in modo attivo a questo processo. Di fatto questo Piano vuole essere il contributo dell’anima informatica della Pubblica Amministrazione regionale al raggiungimento dei target dell’Agenda di Lisbona, intesa a fare dell'Unione Europea l'economia più dinamica e più competitiva del mondo entro il 2010, meta realizzabile solo attraverso il contributo fattivo di tutti i territori dell’Unione.

Al cuore di questo Piano c’è la consapevolezza che il passo che va affrontato ora è quello di dare valore agli investimenti fatti fino ad oggi, in materia di infrastruttura e di servizi, fornendo servizi comuni che permettano a tutti di attuare l’e-government con omogenei livelli di qualità; si tratterà di utilizzare le capacità offerte dalle nuove tecnologie, che permettono di concentrare investimenti per decentrare l’uso e l’innovazione, e farne patrimonio di tutti. In questo senso PiTER è concretizzazione della community network che, da concetto puramente infrastrutturale, definito nella architettura SPC, diventa anche un sistema di servizi, di standard e di interscambio che fa lavorare insieme tutti gli enti locali della regione, dà a tutti i medesimi strumenti e sa cogliere e mettere a fattor comune eccellenze e vocazioni specifiche. La filosofia che supporta questa programmazione infatti definisce una dimensione collettiva che non va a discapito della qualità.

Nello specifico, continueranno attenzione e iniziative sul fronte delle infrastrutture, con la costruzione delle MAN. Inoltre, proprio perché LEPIDA è fattore di innovazione per la nostra PA e quindi più in generale per il sistema regionale, verrà arricchita da servizi a valore aggiunto come il VOIP e da quegli ulteriori servizi i cui prototipi verranno rilasciati nel 2007 dai dieci progetti co-finanziati dal precedente Piano telematico regionale grazie all’iniziativa a supporto alla ricerca nel settore ICT.

Aumenterà l’attenzione al tema del digital divide per cittadini ed imprese, per le zone ancora non provviste di connettività a larga banda (circa un 20% del territorio). Si tratterà in questo caso di sfruttare al meglio gli asset di LEPIDA e di integrare la tecnologia a fibra ottica con tecnologie alternative (wireless o PLC) per poter fornire, da parte degli operatori privati di telefonia, alle imprese e ai cittadini delle aree remote la possibilità di continuare a lavorare ed abitare in quelle zone, arricchendole di nuove opportunità e visibilità sul mondo. La Regione sarà quindi impegnata nel definire quello che chiameremo "Livello minimo di comunicazione" e cioè l’individuazione di quei servizi che è opportuno diventino patrimonio di tutti.

Nel focus relativo a favorire l’accesso ai servizi e alle opportunità fornite dalla rete, verranno programmate iniziative quali l’integrazione degli strumenti di identificazione (con l’impiego innovativo delle SIM telefoniche), il Portale unico della PA, LEPIDA TV: più in generale verrà impostato un approccio multicanale all’erogazione. Peraltro, in una logica di Piano che vuole essere di supporto alle politiche locali e agli enti che di fatto erogano la maggior parte dei servizi resta ancora da affrontare, e lo si può fare solo in una dimensione almeno regionale, il tema della interoperabilità tra gli enti, per far sì che il cittadino diventi veramente il centro del sistema e l’e-government diventi una opportunità da non perdere.

Elemento chiave di questo scenario è rendere disponibili i servizi secondo le preferenze differenziate dei singoli utenti, indipendentemente da dove questi si trovino e da come si muovano, dalle loro capacità ed abilità di utilizzare i mezzi digitali e indipendentemente dai dispositivi da loro utilizzati. Le parole chiave sono in questo caso: multimodalità, mobilità e convergenza.

La multimodalità per far sì che, a seconda delle informazioni di contesto disponibili o delle preferenze espresse dall’utente, il sistema si adatti dinamicamente e adotti lo stile di interazione più opportuno, anche in base a quanto desiderato dall’utente, alle caratteristiche del dispositivo e della connessione di rete disponibile. La mobilità per far sì che l’erogazione dei servizi si adatti alla locazione degli utenti in base alle risorse lì disponibili. Il requisito fondamentale è che la mobilità dell’utente, i cambi di tipologie di connettività e l’utilizzo di differenti dispositivi non compromettano la fruizione del servizio.

C’è in questo Piano una parola chiave nuova, knowledge divide, che appare molto rilevante dall’analisi dei dati derivati dalla rilevazioni sull’avanzamento della società dell’informazione regionale svolte negli ultimi tre anni. Per knowledge divide intendiamo un fenomeno per cui, a fronte di ampia disponibilità di tecnologia e connettività, manca la consapevolezza del loro potenziale nonché le competenze per utilizzarle. Nel caso della regione Emilia-Romagna, si incontra qui uno degli ostacoli più rilevanti al perseguimento della strategia di Lisbona, e più in generale al mantenimento del livello di competitività cui si è usi. Le imprese dell’Emilia-Romagna – conformi in questo a un più generale trend europeo – sembrano mantenere una bassa propensione ad utilizzare soluzioni ICT avanzate. Le azioni che vengono proposte nel Piano telematico dell’Emilia-Romagna rispecchiano l’opinione che il ruolo della Pubblica Amministrazione debba essere da una parte quello di offrire servizi efficienti ed utilizzare l’e-government per semplificare le procedure richieste alle aziende, ma anche di incentivazione diretta dell’uso delle ICT nelle imprese, in maniera integrata con le altre politiche volte a promuovere l’innovazione di prodotto e di processo nelle imprese. Per questo si andranno a definire delle iniziative per la e-adoption da parte delle imprese, mirate da una parte a divulgare l’utilizzo delle tecnologie esistenti ma anche a fare incontrare le aziende produttrici di IT con quelle utilizzatrici e produrre risposte a nuove esigenze. In questo senso andranno pianificate anche nuove iniziative a supporto della ricerca e dell’innovazione per il settore ICT regionale, da integrare nell’ambito del PRRITT[1]. Di fatto una vera politica che veda nella programmazione in questo settore uno degli strumenti per rafforzare la società dell’informazione e della conoscenza, e il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, non può non trattare anche il fronte della produzione di ICT a livello regionale, con azioni che favoriscano il rafforzamento del settore e il suo radicamento sul nostro territorio, in forte sinergia con il mondo della ricerca. Peraltro, l’iniziativa del Piano precedente a supporto della ricerca nell’ambito delle ICT si rivela ora ulteriore risorsa a favore del sistema dei servizi erogati dal sistema regionale: i dieci progetti di ricerca e sviluppo in ambito ICT co-finanziati potranno infatti offrire soluzioni interessanti ed innovative agli enti emiliano-romagnoli, per servizi che mettano davvero il cittadino al centro del processo di erogazione.

Sul fronte della formazione all’innovazione per la Pubblica Amministrazione verrà consolidato SELF (Sistema di e-learning federato per la P.A. regionale), che erogherà agli enti locali partecipanti al sistema formazione in e-learning e sarà anche fattore di produzione di contenuti specifici per la Pubblica Amministrazione che cambia, a partire da quelli utili per rendere operativi i progetti di e-government ormai giunti alla fase di implementazione. Anche in questo settore verranno messi a valore i contributi derivanti dai progetti co-finanziati dalla iniziativa a supporto alla ricerca nel settore ICT in questo settore sul fronte delle piattaforme così come su quello dei contenuti.

Iniziative verranno prese anche sul fronte della e-adoption da parte dei cittadini, anche con attività di promozione dei servizi on line esistenti, nonché iniziative volte alla inclusione delle fasce più a rischio di digital divide, che saranno disegnate in coerenza con il prossimo piano comunitario sulla “e-inclusion”. 

Sul fronte dei servizi al cittadino continueranno le iniziative avviate nella programmazione precedente – in risposta a diversi avvisi pubblici emanati dal CNIPA per la seconda fase dell’e-government – tese a aumentare la capacità di offerta di servizi on line da parte di tutti i Comuni emiliano-romagnoli: si tratta di iniziative volte a promuovere il riuso delle soluzioni sviluppate dai progetti di e-government nella regione finalizzati alla messa a disposizione di cittadini ed imprese dei servizi on line relativi all’abitare, alla sicurezza urbana, alla sanità e alla relazione quotidiana con i Comuni (servizi demografici, ICI, istruzione, etc...) e a rendere anche i Comuni più piccoli partecipi di questa fase innovativa. In questo senso va anche la costituzione della Società “LEPIDA”  (prevista all’art.10 della L.R. 11/2004), nonché le iniziative che vanno sotto la voce “Infrastrutture per l’accesso e l’operatività” che metteranno a disposizione del sistema degli enti locali una “piattaforma operativa” che centralizzerà una serie di servizi ottimizzando l’impiego delle risorse e incrementando la diffusione di strumenti/applicazioni complessi e di grande utilità. 

Sicuramente l’ambito sanitario è quello che più di altri può fare delle opportunità offerte dall’informatica uno strumento potente per migliorare l’offerta di assistenza: anche in questo ambito di attività l’obiettivo è quello di mettere l’utente al centro del processo, rendendo accessibile l’insieme delle informazioni sanitarie del singolo cittadino emiliano-romagnolo, senza che questi debba aver cura di raccogliere, conservare ed organizzare nel corso della propria vita ogni singolo referto, prescrizione, analisi. La vera innovazione sta nel valore aggiunto che è ottenibile connettendo le diverse strutture operanti in regione (AUSL, Ospedali, poliambulatori, ecc.) per condividere un comune patrimonio di conoscenza. LEPIDA è uno dei pilastri di questa strategia, che si muoverà anche sulla strada dell’autenticazione e della condivisione dei dati tra gli enti della sanità. Sul fronte delle applicazioni innovative verranno rafforzate le iniziative di telemedicina e teleconsulto che mettono a disposizione del malato in contemporanea più competenze abbattendo il vincolo geografico (e, anche in questo caso, LEPIDA è l’infrastruttura necessaria a rendere possibile queste attività).

Questo nuovo ruolo del cittadino nei confronti di una Pubblica Amministrazione in rete prevede anche nuove modalità di relazione tra cittadini ed amministratori con il dispiegamento di strumenti di democrazia elettronica, sviluppati attraverso il progetto Partecipa.net.

Da ultime, le parole chiave per verificare lo stato dei lavori ed eventualmente correggere la rotta: monitoraggio e benchmark. La programmazione precedente è stata l’occasione per sviluppare (assieme ad altre regioni europee) una serie di indicatori specifici dello sviluppo regionale della società dell’informazione, prendendo spunto anche dalla programmazione comunitaria: non si fa benchmark per sapere chi è primo e chi no, ma per capire (attraverso i dati storici) se e come si sta procedendo, per poter basare su dati solidi il perfezionamento delle strategie e per potersi confrontare con altre amministrazioni, sul piano dell’efficacia delle politiche. Si continuerà anche per questa programmazione con queste rilevazioni, con focus specifici ed approfondimenti sulle imprese e ICT, nonché sulla qualità dei servizi on line, seguendo le indicazioni della recente direttiva nazionale. Il tema della qualità dei servizi, o meglio della natura ondivaga di questi ultimi, di una mancanza di omogeneità nel modo in cui si propongono agli utenti e in cui sono organizzati è una barriera a un serio utilizzo da parte dei cittadini: per questo sarà opportuno iniziare una verifica della soddisfazione dell’utenza, ma anche a creare una griglia di indicatori di qualità che diventino linee guida per tutti gli enti per l’erogazione di un buon prodotto; queste iniziative saranno portate avanti di concerto con gli enti locali, attraverso la creazione di comunità di pratica su singole tipologie di servizi .

La governance

La programmazione precedente ha visto la regione Emilia-Romagna sperimentare per prima e con successo un percorso di programmazione condivisa con gli enti locali che ha identificato nel Piano telematico regionale lo strumento che investiva nel sistema e-government regionale, nelle infrastrutture e nei servizi, a supporto di un’omogenea erogazione dei servizi finali da parte degli enti locali, senza trascurare alcun territorio. In questo contesto le Province assumono il ruolo di soggetti a sostegno dello sviluppo della società dell'informazione nei rispettivi territori, favorendo soprattutto la crescita coordinata dei servizi gestionali erogabili ai Comuni, soprattutto quelli minori.

Questo ruolo ci permette di consolidare il sistema creato dando a tutti gli enti un ruolo di attuatori di un processo comune, condiviso, che sappia anche esaltare le esperienza di punta che molti dei nostri enti, i Comuni capoluogo in primo luogo, hanno portato avanti in questi anni.

La governance che andiamo a delineare è quella della community network della Emilia-Romagna: LEPIDA e R3 rappresentano le infrastruttura fisiche ed il primo presupposto della realizzazione della Community Network della regione Emilia-Romagna . Ma questa rappresenta non solo la struttura di gestione di tali reti ma piuttosto il centro di coordinamento e programmazione per la telematica regionale. La Community Network oltre a rappresentare la dimensione regionale del sistema pubblico di connettività (SPC) è espressione di tutti gli EELL e rappresenta la volontà manifesta di gestire in modo coordinato e condiviso lo sviluppo e la realizzazione delle iniziative a carattere tecnologico della PA regionale. Obiettivi della CN regionale sono la realizzazione di economie di scala, realizzazione di maggiori livelli di omogeneità e coesione territoriale, progettazione comune per la condivisione delle architetture e delle piattaforme tecnologiche nonché messa a sistema delle risorse finanziarie.

Stakeholder importante del processo di definizione del programma è il Gruppo di indirizzo sulle telecomunicazioni che ha accompagnato negli anni la definizione e la valutazione delle iniziative ICT regionali. Al Gruppo si deve l’impianto di “visione” del Piano, che non si ferma all’applicazione delle tecnologie esistenti, ma cerca di individuare nei trend di innovazione in corso (e molto celeri) quelli che nei prossimi anni potrebbero fare la differenza per il nostro territorio.

Ora pare evidente anche la necessità di allargare il processo di condivisione e definizione di iniziative comuni in tutti i settori dell’amministrazione regionale: ICT, e-government, più in generale società dell’informazione sono infatti fenomeni in cui la tecnologia è servente a una progetto più complessivo, è supporto orizzontale alle politiche di settore e per essere efficace deve essere integrato nello sviluppo di queste ultime. La missione diventa quella di costruire una integrazione tra le politiche regionali in cui l’ICT sia fattore collante nonché fattore di uniformità e dialogo con tutti gli altri enti regionali: diversamente la costruzione della interoperabilità tra gli enti, e di quei servizi finali che pongono realmente il cittadino al centro del processo di erogazione dei servizi diventa inattuabile. Inoltre, proprio perché le diverse politiche regionali hanno un impatto anche organizzativo importante sui nostri enti locali è adesso davvero necessario che la regione si presenti con indicazioni e standard unici e condivisi, che agevolino la collaborazione con gli enti che ci facciamo parlare uno stesso linguaggio. In questo senso anche le singole iniziative presenti in questo Piano non sono state pensate e proposte nella loro “singolarità” ma collegate le une alle altre come evidenziato nelle singole schede, identificando le azioni correlate.

La legge 11/2004 parte quindi dall’esperienza già maturata e disegna un percorso più formalizzato per la approvazione da parte dell'Assemblea legislativa delle Linee guida a valenza triennale: la concertazione con gli enti locali avverrà attraverso il Comitato permanente di indirizzo e coordinamento con gli enti locali che è il luogo della condivisione continua degli indirizzi e delle iniziative strategiche del nostro territorio in questo ambito,  mentre il supporto scientifico verrà fornito da un apposito Comitato scientifico, che sostituisce il precedente Gruppo di Indirizzo sulla telematica.La Legge  inserisce nuovi soggetti nell'attuazione delle strategie; la Società “LEPIDA” (prevista all’art.10 della L.R. 11/2004) che avrà il compito di definire in progetti esecutivi con valenza di sistema regionale indicazioni di indirizzo che le giungeranno dalla Regione Emilia-Romagna e dagli EELL emiliano-romagnoli, presenti in queste Linee Guida. All’interno della società si attuerà la gestione della rete LEPIDA e il suo raccordo con l’SPC.

Compito di supportare lo sviluppo integrato della rete LEPIDA e dei servizi che su di essa sono e saranno implementati è affidato al Centro di alta competenza (come previsto dagli art. 4 e 9 della L.R. 11/2004); il Centro ha un ruolo di indirizzo funzionale all’attività della Società “LEPIDA” (di prevista all’art.10 della L.R. 11/2004). E’ il momento di integrazione tra il Comitato Scientifico, il Tavolo Tecnico regionale nell’abito del quale si confrontano i responsabili tecnici di Regione ed EELL e il Centro Regionale di Competenza per l’e-government e la società dell’informazione (CRC).

La gestione del programma: il Piano telematico dell’Emilia-Romagna è coordinato dalla Direzione generale Organizzazione, sistemi informativi e telematica regionale, che si avvale, oltre che delle strutture interne della Regione, del Centro di alta competenza, dei contributi provenienti dagli Enti locali strutturando meglio l'attività realizzata a supporto del Piano telematico precedente da parte del Tavolo Tecnico per lo sviluppo dell'e-government in Emilia-Romagna.

Lo scenario europeo

Con il 2005 è venuta a scadenza la strategia e-Europe che è stata il riferimento per le politiche europee (e regionali) in ambito di società dell’informazione e della conoscenza. La nuova strategia europea per i prossimi anni è definita da “i2010 – Una società europea dell’informazione per la crescita e l’occupazione”. Il nuovo quadro strategico i2010 definisce gli orientamenti di massima, promuove un’economia digitale aperta e competitiva e conferisce all’ICT un ruolo di primo piano nella promozione dell’inclusione e della qualità della vita. E’ un elemento decisivo del rilancio del partenariato di Lisbona per la crescita e l’occupazione, ed  elaborerà un approccio integrato alla società dell’informazione e alle politiche audiovisive nell’UE. La strategia ha tre pilastri:

·         creare uno spazio unico europeo dell’informazione capace di accogliere un mercato interno aperto e competitivo per la società dell’informazione e i media - obiettivo è la creazione di uno spazio che offra comunicazioni in barda larga, a costi accessibili, sicure, con contenuti di qualità diversificati e che offra servizi digitali; 

·         rafforzare l’innovazione e gli investimenti nella ricerca sulle ICT per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità - obiettivo è ottenere prestazioni di livello mondiale nella ricerca e nell’innovazione nel settore delle ICT per ridurre il divario con i principali concorrenti dell’Europa;

·         costruire una società europea dell’informazione basata sull’inclusione, capace di stimolare la crescita e l’occupazione in modo coerente con lo sviluppo sostenibile e che dia priorità al miglioramento dei servizi pubblici e alla qualità della vita. Focus specifici sono: un’iniziativa europea per la e‑Inclusion, che affronterà aspetti quali le pari opportunità, le competenze e i divari fra le regioni nonché un piano d’azione sull’amministrazione on line e orientamenti strategici sui servizi pubblici basati sull’ ICT.

Le parole chiave prima descritte e le iniziative che andiamo a declinare di seguito si inseriscono appieno in questo panorama e permetteranno di intercettare risorse comunitarie (prioritariamente VII Programma quadro di ricerca e sviluppo e Programma quadro per la competitività e l’innovazione) collaborando con il mondo della ricerca regionale.Il posizionamento della regione sulla mappa europea in questo settore ha di recente ottenuto un nuovo asset, con la elezione del Comune di Bologna a Presidente dell’ EUROCITIES Knowledge Society Forum . Si tratta di una delle reti europee più rilevanti sulle tematiche dello sviluppo locale della società dell’informazione; per il nostro territorio potrà significare nuove occasioni di incontro con altre realtà europee portatrici di migliori pratiche, nonché la possibilità di sviluppare nuovi progetti comuni e aumentare la autorevolezza delle iniziative del nostro territorio presso la Commissione Europea.



[1] PRRITT - Programma regionale per la ricerca industriale, l´innovazione e il trasferimento tecnologico.

 

Allegati

PITER Emilia Romagna  file pdf - 548,77 Kb

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